Il tuo browser non supporta JavaScript!

Per un’analisi linguistica del De situ Terrae Sanctae di Teodosio (VI sec. d.C.). L’uso delle preposizioni

digital Per un’analisi linguistica del De situ Terrae Sanctae di Teodosio (VI sec. d.C.). L’uso delle preposizioni
Articolo
rivista AEVUM
fascicolo AEVUM - 2005 - 2
titolo Per un’analisi linguistica del De situ Terrae Sanctae di Teodosio (VI sec. d.C.). L’uso delle preposizioni
autore
editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 05-2005
issn 0001-9593 (stampa) | 1827-787X (digitale)
€ 6,00

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

Il De situ Terrae Sanctae (ca. 530 d.C.) è una breve guida per il pellegrinaggio, che dal punto di vista linguistico rappresenta un esempio molto interessante di latino volgare. Se ne inizia a studiare qui, in particolare, l’uso delle preposizioni, che rivela spesso quelle peculiarità che ci si attende di ritrovare nella lingua dei testi tipologicamente affini, fra cui i più noti Itinerarium Egeriae e Itin. Antonini Placentini. Proprio per il suo carattere di itinerarium, il De situ è particolarmente ricco di espressioni formulari indicanti le tappe del percorso che viene presentato e commentato; la frequenza di preposizioni indicanti un movimento è, di conseguenza, particolarmente elevata. Si rilevano poi particolarità sintattiche tipiche del latino volgare, quali: la preferenza per i costrutti analitici, alcuni slittamenti nelle scelte dei casi, il declino di a nei confronti di de e diverse altre peculiarità.