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AEVUM - 2005 - 1

digital AEVUM - 2005 - 1
Fascicolo digitale
rivista AEVUM
fascicolo 1 - 2005
titolo AEVUM - 2005 - 1
editore Vita e Pensiero
formato Fascicolo digitale | Pdf

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Sommario

Le nuove tavolette di Tebe: note su Lacedemoni e Tebani
di Celestina Milani pagine: 6 Scarica
Abstract
Le iscrizioni micenee, circa 6000, trovate in vari luoghi della Grecia permettono di approfondire momenti di vita e di storia del II millennio a.C. Le 238 iscrizioni, rinvenute nell’odos Pelopidou di Tebe nel 1993-1995, cui vanno aggiunti altri cinque documenti rinvenuti a Tebe nel 1996, offrono dati interessanti su Lacedemoni e Tebani. I Lacedemoni sono spesso citati col nome di ra-ke-da-mini- jo Lakeda…mnioj. I Lacedemoni non sono mai menzionati coi Tebani; questi sono poco citati, cfr. te-qa-jo Qhba‹oj; per Tebe cfr. te-qa-de Q»bans-de. Viene poi studiata la posizione di Lacedemoni e Tebani nell’Iliade, nell’Odissea e negli Inni Omerici: una questione piuttosto complessa. Resta aperto il problema dell’estensione del regno di Tebe nell’epoca micenea. Lo stesso si dica per i Lacedemoni.
Nomi di animali nei testi micenei di Tebe
di Mario Iodice pagine: 8 Scarica
Abstract
Alcuni lessemi indicanti nomi di animali e di funzionari addetti alla loro cura, attestati nelle nuove tavolette micenee di Tebe scoperte tra il 1993 e il 1995, vengono studiati in relazione all’ambito religioso. Alcuni ricorrono per la prima volta nei documenti micenei, altri sono già attestati ma, inseriti nel contesto tebano, sembrano acquisire nuove valenze: si tratta di semplici animali o di animali divinizzati o, piuttosto, di animali sacri? Dall’analisi delle singole occorrenze si cerca di ricavare una risposta a tale quesito.
Note senofontee
di Marta Sordi pagine: 6 Scarica
Abstract
Sono puntualizzate alcune problematiche relative a Senofonte: il suo soggiorno a Scillunte e la probabile fondazione, in tale occasione, di una colonia; l’attribuzione allo stesso Senofonte, dopo il 411, dell’Athenaion Politeia, confermata anche dalla replica in essa contenuta, a due discorsi periclei.
Il passaggio dall’alfabeto epicorico all’alfabeto latino in Valcamonica
di Adolfo Zavaroni pagine: 18 Scarica
Abstract
In Valcamonica sono stati trovati tre alfabeti latini (due nella zona di Piancogno ed uno in località Redondo) i cui grafi rivelano quanto fosse ancora forte l’influsso delle precedenti scuole scrittorie che usavano alfabeti epicorici camuni. Dal confronto fra questi tre alfabeti e quelli più antichi in caratteri camuni trovati a Piancogno, Foppe di Nadro e Zurla esce ribadita la struttura fonologica attribuibile all’antico camuno. Come in etrusco e retico, sono notevoli la mancanza delle occlusive sonore ed il passaggio da ie. /st/ a /sth/ e /sþ/ con possibilità di un ulteriore sviluppo a /ts/ e /s’s/ in epoca arcaica. Sul piano epigrafico è degno di nota l’uso di una A di tipo falisco in due iscrizioni in caratteri latini.
Ancora sui decem menses di Verg. Ecl. 4, 61
di Giulio Firpo pagine: 8 Scarica
Abstract
La famosa immagine di Virgilio, Ecl. 4, 60-61, del bimbo che comincia a dar segno di riconoscere col sorriso la madre che lo ha portato in grembo per dieci mesi, è ripresa in esame in rapporto ad una possibile nuova interpretazione di questi decem menses, intesi non già in senso materiale, come si è sempre fatto, ma come finemente allusivi alla conclusione di un grande ciclo storico (le dieci aetates predette dalla Sibilla di Cuma e/o i dieci saecula della storia etrusca), nella prospettiva dell’inaugurazione di un nuovo magnus saeculorum ordo che rappresenta il tema centrale del testo virgiliano.
Seneca felix, infelix, beatus
di Giovanni Viansino pagine: 12 Scarica
Abstract
Negli scritti di Seneca ricorrono con frequenza gli aggettivi felix, infelix, beatus. Ne sono esaminati i vari significati e i concetti connessi all’interno dell’opera di Seneca e a confronto delle affermazioni correnti nelle scuole filosofiche dell’epoca.
Plutarco sul federalismo (Arat. 24, Philop. 8)
di Emmanuele Vimercati pagine: 18 Scarica
Abstract
A dispetto del tradizionale ‘poleocentrismo’ greco e del limitato numero di fonti interessate al fenomeno federale, alcuni passi di Plutarco e di Pausania consentono di affermare che il mondo greco, pur senza arrivare mai ad una lucida, completa ed articolata teorizzazione del federalismo come dottrina politica, ne mise in luce importanti caratteristiche, tra cui la positiva capacità di armonizzarsi come le membra di un corpo o come le molecole dell’acqua. In particolare, il federalismo viene qui considerato come una forma politica superiore alla polis, la quale, se permane nel proprio isolamento, rappresenta un pericolo per se stessa e per l’intera Grecia. Plutarco dovrebbe aver tratto parte di queste idee da Polibio, il discorso del quale viene qui completato.
Tracce di Montanismo nel Peregrino di Luciano?
di Ilaria Ramelli pagine: 16 Scarica
Abstract
Nel Peregrinus di Luciano si rilevano indizî di una vicinanza di Peregrino Proteo al Montanismo: egli è espulso dalla comunità cristiana per assunzione di cibi vietati, è profeta e tiasiarco, autore di miracoli, avversa il potere costituito, affetta ascesi, disprezza ostentatamente la morte e ricerca un martirio spettacolare. Infine si studia l’accusa anticristiana di irrazionalità e la questione dell’identità del Celso lucianeo.
Un probabile incontro a Roma di Paolino di Nola e Prudenzio
di Giuseppe Guttilla pagine: 14 Scarica
Abstract
Pur ritenendosi probabile che Paolino e Prudenzio si siano incontrati in Spagna o in Italia, soprattutto a Roma, mancava finora negli scritti dei due poeti una conferma. Essa è ora individuabile, con precisione anche cronologica, in perist. 11, 208. Qui infatti Prudenzio, dopo avere ricordato vari gruppi di pellegrini che affluivano a Roma per la festività di s. Lorenzo, scrive: iamque Nolanus adest. Il Nolanus, a differenza degli altri aggettivi che lo precedono, non indica collettivamente il gruppo dei fedeli nolani, ma per antonomasia soltanto Paolino, secondo l’appellativo usato per lui dagli abitanti di Roma.
A proposito di un fitonimo gotico
di Rosa Bianca Finazzi pagine: 6 Scarica
Abstract
Il fitonimo aiηatundi “roveto, spine”, impiegato nella Bibbia gotica per tradurre b£toj, è stato oggetto in passato di ricostruzioni etimologiche basate su aiηa- ‘cavallo’ e -tundi ‘dente’. Si propone qui di ricondurlo, seguendo l’interpretazione di tund- come derivato dalla radice germanica indicante l’idea di ‘bruciare’, alla pratica del debbio, pratica che è presente in diverse civiltà anche non indoeuropee dalla preistoria fino a tempi recenti e che sembra essere stata in alcune tradizioni letterarie anche un topos poetico.
The Italian tradition of Lucretius revisited
di Michael D. Reeve pagine: 50 Scarica
Abstract
Poggio discovered Lucretius and from Konstanz sent to Italy a commissioned copy, the Poggianus, whose relationship to O (s. ix) remains controversial. After a historical and methodological preamble, most of the Italian manuscripts are shown to derive from x, a source originally more like O than any edition reveals but progressively adjusted by conjecture. Non-x readings shared with O occur in the family of FC, which proves to be a contaminated descendant of x, and in various sets of notes; Pomponio Leto seems to have played a part in the diffusion of such readings. An attempt is made to determine whether x was the Poggianus itself or a copy, what sources the non-x readings had, and how much of the Italian tradition goes back to O; new evidence is offered about Mainz, the home of O in 1479. Attention then turns to the corrections in O, on which a subsidiary dispute about the relationship between the Poggianus and O has hinged. Much of the argument is conducted as a debate with the latest editor, Enrico Flores.
Recensioni
pagine: 50 Scarica
Abstract
A. Schnapp-Gourbeillon, Aux origines de la Grèce (XIIIe-VIIIe siècle avant notre ère). La genèse du politique (C. Tarditi) - C. De Palma, Il paese dei Tirreni Serona Toveronarom (L. Aigner Foresti) - L. Antonelli, I Piceni. Corpus delle fonti. La documentazione letteraria (G. Urso) - Storiografia e regalità nel mondo greco. Colloquio interdisciplinare, Chieti 17-19 gennaio 2002, a c. di E. Luppino Manes (M. Sordi) - C.P. Thiede, Jesus. Der Glaube, die Fakten (I. Ramelli) - G. Lüdemann, Das Urchristentum. Eine kritische Bilanz seiner Erforschung (I. Ramelli) - Mentalités et choix économiques des Romains, sous la dir. de J. Andreau, J. France & S. Pittia (F. Landucci Gattinoni) - S.L. James, Learned girls and male persuasion: gender and reading in Roman love elegy (E. Giazzi) - I. Ramelli, Il Chronicon di Arbela: presentazione, traduzione e note essenziali (G. Firpo) - Identität und Alterität in der frührömischen Tragödie, hrsg. von G. Manuwald (G. Aricò) - Dialetti, dialettismi, generi letterari e funzioni sociali. Atti del V Colloquio Internazionale di Linguistica Greca, Milano 12-13 settembre 2002, a c. di G. Rocca (M. Iodice) - W. Belardi, L’etimologia nella storia della cultura occidentale (C. Milani) - Ugo Bianchi. Una vita per la Storia delle Religioni, a c. di G. Casadio (G. Tosetti)
Annunzi bibliografici
pagine: 12 Scarica
Abstract
C. Consani, Sillabe e Sillabari fra competenza fonologica e pratica scrittoria (C. Milani) - Adriatico tra IV e III sec. a.C. Vasi alto-adriatici tra Piceno, Spina e Adria. Atti del convegno di Studi. Ancona 20-21 giugno 1997, a c. di M. Landolfi (P. Amann) - P. Cipolla, Poeti minori del dramma satiresco. Testo critico, traduzione e commento (M. Farioli) - I. Ramelli, Cultura e religione etrusca nel mondo romano. La cultura etrusca dalla fine dell’indipendenza (S. Stucchi) - A. Cornuto, Compendio di teologia greca, introd., trad. e apparati di I. Ramelli (R. Radice) - Caesar Against Liberty? Perspectives on his Autocracy, ed. by F. Cairns and E. Fantham (E. Malaspina) - M. Bovey, Disciplinae cyclicae. L’organisation du savoir dans l’œuvre de Martianus Capella (E. Malaspina) - L’uso dei documenti nella storiografia antica, a c. di A.M. Biraschi, P. Desideri, S. Roda e G. Zecchini: Incontri Perugini di storia della storiografia, XII (Centro servizi S. Spirito, Gubbio, 22-24 maggio 2001) (M. Sordi) - Modelli eroici dall’antichità alla cultura europea, Bergamo 20-22 novembre 2001, a c. di A. Barzanò, C. Bearzot, F. Landucci, L. Prandi, G. Zecchini: Alle radici della casa comune europea, volume quarto (M. Sordi) - Studia Humanitatis ac Litterarum Trifolio Heidelbergensi dedicata. Festschrift für Eckhard Christmann, Wilfried Edelmaier und Rudolf Kettemann, hrsg. von A. Hornung, C. Jäkel und W. Schubert (E. Malaspina)

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