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AEVUM - 2005 - 2

digital AEVUM - 2005 - 2
Fascicolo digitale
rivista AEVUM
fascicolo 2 - 2005
titolo AEVUM - 2005 - 2
editore Vita e Pensiero
formato Fascicolo digitale | Pdf

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Sommario

La traduzione armena della Lettera a Teodoro di Giovanni Crisostomo a confronto con la tradizione manoscritta greca: alcune considerazioni
di Andrea Scala pagine: 8 € 6,00
Abstract
Because of its antiquity (V-VI cent.), the old Armenian translation of John Chrysostom’s Letter to Theodore is a very interesting source for the investigations regarding the history of the Greek text. The text which the translation is based on does not agree sistematically with the text of any conserved Greek manuscript. In some very interesting cases the Armenian translation supposes a Greek text which does not find correspondences in any known Greek manuscript and which can not be explained with misreadings or special choices of the translator. After demonstrating the indipendence of the translation from the known Greek manuscript tradition, the autor, through the comparison between some passages of the Greek and the Armenian text, gives some examples in order to show the philological value of the Armenian translation.
Per un’analisi linguistica del De situ Terrae Sanctae di Teodosio (VI sec. d.C.). L’uso delle preposizioni
di Edoardo Scarpanti pagine: 10 € 6,00
Abstract
Il De situ Terrae Sanctae (ca. 530 d.C.) è una breve guida per il pellegrinaggio, che dal punto di vista linguistico rappresenta un esempio molto interessante di latino volgare. Se ne inizia a studiare qui, in particolare, l’uso delle preposizioni, che rivela spesso quelle peculiarità che ci si attende di ritrovare nella lingua dei testi tipologicamente affini, fra cui i più noti Itinerarium Egeriae e Itin. Antonini Placentini. Proprio per il suo carattere di itinerarium, il De situ è particolarmente ricco di espressioni formulari indicanti le tappe del percorso che viene presentato e commentato; la frequenza di preposizioni indicanti un movimento è, di conseguenza, particolarmente elevata. Si rilevano poi particolarità sintattiche tipiche del latino volgare, quali: la preferenza per i costrutti analitici, alcuni slittamenti nelle scelte dei casi, il declino di a nei confronti di de e diverse altre peculiarità.
Per le fonti del Commentum in Matthaeum dello ps. Remigio d’Auxerre (dal codice di Ivrea LXXVI/43)
di Paola Pared pagine: 16 € 6,00
Abstract
Il commento a Matteo talvolta attribuito a Remigio d’Auxerre si colloca nel panorama esegetico carolingio. Pur attingendo largamente alla tradizione patristica e agli immediati antecedenti carolingi (Agostino, Gerolamo, Beda e Rabano Mauro soprattutto), il commentatore li rielabora attivamente. Nel trattamento delle fonti, infatti, tra gli estremi di una citazione quasi letterale e di una ripresa molto vaga, si riscontrano molteplici modalità rielaborative quali l’amplificatio, “l’esegesi dell’esegesi”, la allegazione precisa di versetti biblici che nelle fonti non ricorrono o sono solo evocati per allusione. Il nome degli autori delle fonti è soltanto di rado espressamente menzionato. Il testo, inedito, viene citato dal codice di Ivrea, Bibl. Capitolare LXXVI (43).
L’opera di Notker nell’Italia settentrionale e il sequenziario di Intra
di Kim Eun Ju pagine: 18 € 6,00
Abstract
Oltre la metà delle 40 sequenze attribuite a Nokter Balbulus (San Gallo † 912) sono diffuse nell’Italia settentrionale. Dopo l’esame di un tropario-sequenziario del XII secolo di area novarese (Intra, S. Vittore, 5), è analizzata la trasmissione dei brani nokteriani in 35 fonti. In particolare sono presi in considerazione alcuni fatti di natura strutturale e musicale quali la presenza di un alleluia iniziale e di una sezione melismatica in alcune tra le fonti più antiche, eventuali difformità nella proposta melodica e nelle intonazione delle coppie strofiche, la caratteristica formula melodica e neumatica di molte cadenze ( pes stratus), l’impiego multiplo di alcuni modelli melodici.
Ein neues fragment von Walahfrid Strabos gedicht De cultura hortorum
di Benedikt Konrad Vollmann pagine: 10 € 6,00
Abstract
A recently discovered fly leaf (parchment) displays on the verso side (s. XV) lectiones from a sermon by Fulgentius of Ruspe and a bull by pope Eugene IV, on the recto side (s. X-XI) vv. 23-99 of Walahfrid’s De cultura hortorum, regrettably often illegible as this side had been glued onto the cover. Still this series of verses ist worth being noticed on account of the quality of its text and the special set of glosses.
Theoderich von Trier, Phisica
di Gabriel Silagi pagine: 60 € 6,00
Abstract
Nel codice di Londra, British Library, Add. 11035, scritto nel monastero di S. Euchario di Treviri circa fra il 1030 e il 1060, sono contenuti Cicerone, Somnium Scipionis e Giovanni Scoto, Periphyseon lib. I, seguito da un poemetto adespoto e anepigrafico, finora considerato di autore anonimo. Il poemetto, tradito in unicum da questo codice e di cui si dà qui l’editio princeps, è una parafrasi in versi dello stesso Periphyseon. Con ragioni convincenti questa versificazione è attribuita a un monaco di S. Eucario, Teodorico, del quale sono noti anche alcuni inni.
La “terza pena” dell’ermafrodito
di Luigi Ferreri pagine: 10 € 6,00
Abstract
Nel carme dell’ermafrodito di Ildeberto di Lavardin (epigr. 23 SCOTT) il protagonista racconta le modalità della sua morte, che confermano il vaticinio di tre divinità (Apollo, Marte e Giunone), consultate dalla madre mentre era in attesa di lui. Egli morì contemporaneamente trafitto da una spada, impigliato nei rami di un albero che fungevano da laccio (crux) e cadendo in acqua. Come è confermato dalle fonti antiche, la morte di spada è quella tipica degli uomini, quella di laccio delle donne, mentre quella per annegamento era riservata agli ermafroditi. Si spiega pertanto perché l’ermafrodito dichiari di morire da maschio, da femmina e come un essere che non partecipa di nessuno dei due sessi (neutrum).
Un prodigioso filatterio monetale nella Costantinopoli del XII secolo: l’epistola 33 di Michele italico (con Appendice di CARLO MARIA MAZZUCCHI)
di Claudia Perassi pagine: 44 € 6,00
Abstract
L’epistola 33 di Michele Italico fu composta per accompagnare il dono di un filatterio monetale, ossia di una collana d’oro alla quale era agganciata una moneta, aurea anch’essa, dotata di prodigiose proprietà talismaniche. La descrizione del nominale, retoricamente assai elaborata, permette di avanzare alcune ipotesi circa l’effettiva natura della moneta. Il confronto con la documentazione pervenuta di gioielli monetali consente, inoltre, di proporre una ricostruzione ideale dell’intero monile. Le portentose virtù del nomisma, magnificate da Italico, sono infine inserite nella problematica relativa all’uso amuletico della moneta, attestato fino ai nostri giorni. In Appendice è fornita una nuova edizione del testo greco dell’epistola 33; la traduzione è di Carlo Maria Mazzucchi.
Dalla liturgia del Santo Sepolcro alla biblioteca di Sidone: note sulla produzione libraria latina di oltremare nel XII-XIII secolo
di Miriam Rita Tessera pagine: 10 € 6,00
Abstract
La produzione libraria dei secoli XII-XIII negli stati latini d’Oriente, sebbene oggetto di recenti indagini storiografiche, attende ancora di essere compiutamente studiata nel suo complesso. Si propongono alcuni temi di ricerca: la datazione dei primi codici superstiti di Oltremare; l’importanza di Antiochia come centro culturale sotto il pontificato di Aimerico di Limoges (circa 1142-1196), testimoniata dall’opera di Ugo Eteriano e Stefano il tesoriere; i marginalia di argomento crociato in codici ‘orientali’; la ricostruzione della biblioteca di Sidone e del suo notevole valore per la vita intellettuale degli stati franchi.
Ricerche sul Libellus fugitivus
di Giovanna Murano pagine: 44 € 6,00
Abstract
Il Libellus fugitivus, attribuito in numerosi manoscritti e nelle edizioni a stampa al giurista francese Nepos di Monte Albano, è un breve trattato di diritto processuale del sec. XIII, tra i più diffusi in Europa nel basso Medioevo e a stampa nel Cinquecento. In anni recenti sulla sua paternità sono stati sollevati alcuni dubbi. La conferma dell’incerta attribuzione e la prova – finora mancante – che la versione originaria ha subìto rifacimenti e rimaneggiamenti è data dal testo tràdito da alcuni manoscritti – tra cui Montecassino 136, Paris lat. 4603 e La Seu d’Urgell 2030 – che presentano varianti di notevole entità rispetto, ad esempio, al testo del Bologna, Bibl. dell’Archiginnasio, B 2794-2795, ed alla versione trasmessa dalle stampe. Sia la versione originaria che il rifacimento sono stati diffusi per exemplar e pecia.
La tradizione manoscritta dell’esegesi antica allo Scudo di Eracle esiodeo: la famiglia del Vat. Gr. 1332 (sec. XIII-XV)
di Andrea Martano pagine: 30 € 6,00
Abstract
Si prendono in esame quattro fra i codici che contengono gli scolii antichi al poemetto tramandato sotto il nome di Esiodo. I manoscritti Vaticano Greco 1332, Roma, Casanatense Greco 356, Vaticano Greco 1405 e Parigino Greco 2776 dimostrano chiaramente di essere strettamente imparentati fra loro, riportano in molti casi una versione del commento più ricca e corretta di quella fino ad ora conosciuta, consentono di addurre nuovi elementi per dimostrare l’antichità del materiale esegetico allo Scudo di Eracle e la provenienza dal commentario che nel I sec. d.C. redasse il grammatico Epafrodito.
Spigolature cremonesi: frammenti di classici nell’Archivio di Stato
di Emilio Giazzi pagine: 22 € 6,00
Abstract
Dei molti fragmenta codicum pergamenacei databili tra i secc. IX e XV, conservati nell’Archivio di Stato di Cremona, sono qui censiti i testi classici, sette in totale, reimpiegati come coperte di atti notarili o di registri del Comune. Solo due erano già noti: il famoso Brutus (s. IX, Italia del nord) ed alcuni fogli con le commedie di Terenzio. Gli altri sono nuovi reperti, tutti localizzabili per origine nell’Italia del nord: Seneca Ad Lucilium (s. XIV2) e Thyestes (s. XV in.); Seneca retore Declamationes (s. XIV2); Ovidio Fasti (metà s. XIV); Livio volgarizzato (s. XIV2).
Frammenti di omeliari medievali su legature cinquecentesche nel Fondo Roncalli di Vigevano
di Lucia Angellotto pagine: 18 € 6,00
Abstract
Nell’Archivio Storico Comunale di Vigevano (PV) un fondo librario, intitolato al senatore Vincenzo Roncalli, comprende la biblioteca, appartenuta al medesimo e da lui donata con lascito testamentario alla città, e libri di altre provenienze, fra cui quelli del Collegio dei Giureconsulti di Milano. Vi sono conservati volumi a stampa del XVI secolo, 107 dei quali ricoperti da legature cinquecentesche, nelle quali sono reimpiegati frammenti pergamenacei e in prevalenza di area lombarda. Dallo studio di queste coperte si sono ricostruiti parecchi codici di varie tipologie. In particolare qui si presentano i frammenti di tre omeliari del XII secolo, uno di area milanese, uno nord-italiano e uno di area centro-italiana.
Due significativi apografi del Sette e dell’Ottocento del cosiddetto Sacramentario di Berengario
di Ferdinando Dell'Oro pagine: 22 € 6,00
Abstract
Uno dei più preziosi e celebri manoscritti della biblioteca capitolare di Monza, il cosiddetto Sacramentario di Berengario, collegato nel nome al re d’Italia, risalente al sec. IX, è stato oggetto di indagini accurate nel Sette e nell’Ottocento. Fu infatti incluso nel progetto della biblioteca Rerum liturgicarum di Giuseppe Bianchini († 1764): a questo scopo ne fu approntato un apografo che, insieme a materiali di studio e corrispondenza dove si discute del codice, è oggi conservato a Roma, Biblioteca Vallicellliana, MSS. T 58 e T 59. Negli ultimi decenni dell’Ottocento a Monza ne fu allestito un altro, indipendente, apografo, corredato di alcune note, e conservato ora nella carte Achille Varisco: Milano, Biblioteca Ambrosiana, N I. 6 inf. Tali apografi possono aiutare nella lettura di porzioni di testo, danneggiate nell’originale.
Recensioni
pagine: 26 € 12,00
Abstract
I Signori degli anelli. Gli anelli-sigillo longobardi. Un aggiornamento in memoria di Otto von Hessen e Wilhelm Kurze (Atti della giornata di studio, Milano 17 maggio 2001), a c. di S. Lusuardi Siena (M. Sannazaro) - Paolino d’Aquileia e il contributo italiano all’Europa carolingia. Atti del Convegno Internazionale di Studi. Cividale del Friuli - Premariacco, 10-13 ottobre 2002, a c. di P. Chiesa (F. Peruzzo) - C. Dondi, The Liturgy of the Canons Regular of the Holy Sepulchre of Jerusalem. A Study and a Catalogue of the Manuscript Sources (M.R. Tessera) - M. Cortesi - G. Mariani Canova, Il Legendario di Santa Grata tra scrittura agiografica e arte (con riproduzione in facsimile dalla Vita) (P. Tomea) - M. Boschi Rotiroti, Codicologia trecentesca della «Commedia». Entro e oltre l’antica vulgata (S. Brambilla) - F. Duval, La traduction du «Romuleon» par Sébastien Mamerot. Étude sur la diffusion de l’histoire romaine en langue vernaculaire à la fin du Moyen Âge (L. Sarasini) - S. Scipioni, I codici umanistici di Gellio, premessa di M. Passalacqua (S. Gavinelli) - Nicolaus Cusanus zwischen Deutschland und Italien. Beiträge eines deutsch- italienischen Symposiums in der Villa Vigoni, hrsg. von M. Thurner (S. Iaria)
Annunzi bibliografici
pagine: 8 € 6,00
Abstract
N. Trevet, Commento alla Phaedra di Seneca, a c. di M. Chiabò (M. Petoletti) - N. Trevet, Commento alla Medea di Seneca, a c. di L. Roberti (M. Petoletti) - Il latino nell’età dell’Umanesimo. Atti del Convegno (Mantova 26-27 ottobre 2001), a c. di G. Bernardi Perini (C. Milani) - Manoscritti ebraici nell’Archivio di Stato di Pesaro. Catalogo con riproduzione del Mahazor francese di Pesaro, a c. di H.M. Sermoneta e P.F. Fumagalli, introd. di G. Ravasi (M. Ferrari) - Codici petrarcheschi e umanistici dell’Archivio Visconti di Modrone, presentazione con interventi di S. Zaninelli, G. Barbero, M. Ferrari, G. Frasso, C.M. Monti, G. Orlandi, M. Petoletti (M. Ferrari) - R.G. Babcock - L. Fagin Davis - P.G. Rusche, Catalogue of Medieval and Renaissance Manuscripts in the Beinecke Rare Book and Manuscript Library, Yale University, vol. IV: MSS 481-485 (M. Ferrari)
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