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AEVUM - 2006 - 1

digital AEVUM - 2006 - 1
Fascicolo digitale
rivista AEVUM
fascicolo 1 - 2006
titolo AEVUM - 2006 - 1
editore Vita e Pensiero
formato Fascicolo digitale | Pdf

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Sommario

Per Ezio Franceschini, a cent’anni dalla nascita
pagine: 4 Scarica
Da Tebe a Pilo: processi scribali nei documenti micenei
di Celestina Milani pagine: 8 Scarica
Abstract
Sono studiate le iscrizioni di alcuni scribi di Tebe e di Pilo: dalle diverse grafie emergono interessanti aspetti fonetici e dialettali che rivelano situazioni linguistiche differenti. I testi di Tebe della fine del XIII secolo presentano una situazione fonetica più conservativa rispetto ai testi di Pilo che sono dello stesso tempo.
ka-ra-wi-po-ro: La "portatrice di chiavi" nei testi micenei di Pilo
di Mario Iodice pagine: 10 Scarica
Abstract
Nelle tavolette micenee di Pilo ricorre il lessema ka-ra-wi-po-ro, comunemente inteso come “portatrice di chiavi”, che rimanda all’ambito cultuale. Nel presente contributo vengono prese in esame le singole occorrenze e, alla luce del contesto e del cotesto, si cerca di chiarire e delineare la fisionomia e le funzioni di questa figura sicuramente di primo piano nella società micenea.
Dalle steppe pontiche all’altopiano anatolico. Confronti tra lingue ugrofinniche e lingue asianiche
di Claudio De Palma pagine: 14 Scarica
Abstract
Si vuole confutare la teoria dell’origine ungherese della lingua etrusca, o quanto meno dell’appartenenza dell’etrusco alla famiglia linguistica uralo-altaica. Fonetica, morfologia, lessico indicano piuttosto un contatto – molto marginale – fra tirreno (soprattutto tirreno d’Asia, cioè lemnio) e lingue uralo-altaiche, ugro-finniche in particolare, tramite le lingue indo-anatoliche (precipuamente ittita, in quanto è la meglio documentata). Anche la documentazione storica indica chiaramente che gli ungheresi raggiunsero il bacino dei Carpazi solo alla fine del IX sec. d.C., provenendo dalla regione delle steppe caspio-pontiche.
Temistocle e la manipolazione della volontà popolare: gli oracoli delfici e la scomparsa del serpente sacro
di Paolo A. Tuci pagine: 26 Scarica
Abstract
Lo sfruttamento del sacro da parte di Temistocle con finalità politiche emerge chiaramente da due episodi risalenti al 481 e al 480 a.C.: egli si sarebbe servito nel primo caso di due oracoli delfici e nel secondo di un presunto prodigio per trovare conferme alla propria linea politica e per persuadere i concittadini ad appoggiarla. L’analisi, che si sofferma anche sui problemi di natura cronologica che coinvolgono le vicende considerate, tenta di spiegare le divergenze tra le due fonti principali (Her. VII 140-144; VIII 41; Plut. Them. X), ricorrendo anche al confronto con altre fonti, e mostra a quali modalità operative Temistocle abbia fatto ricorso per manipolare la volontà popolare nelle riunioni assembleari che discussero gli oracoli e il prodigio.
Il mito di Telefo e gli Arcadi in Italia
di Marta Sordi pagine: 4 Scarica
Abstract
Con la figura di Telefo, arcade, re di Misia e progenitore, secondo Licrofone, degli Etruschi, il mito arcade passa in Italia, come quello di Enea, attraverso l’Etruria. A causa dell’identificazione, presso gli antichi, degli Etruschi con i Pelasgi, questo mito può essere collegato anche con la presenza, attestata dalle fonti, dei Pelasgi in Arcadia.
Die Apollinarspiele zur Zeit der Republik
di Franz Xaver Ryan pagine: 38 Scarica
Abstract
This essay began as an attempt to localize the scenic games for Apollo. The site is an easy inference from a notice of Livius, but this conclusion must then be put to the test by a discussion of parallel cases. It quickly became apparent that there are many other questions about the Apolline games which either have not been answered correctly or have never yet been raised. No effort has been made here to discuss or even merely to cite every reference to the Apolline games in our sources. The focus remained instead upon problems, but the problems were so legion that the result is a rather complete account of the Ludi Apollinares of the republican period. Topics treated include the original type of the games, the numismatic evidence for the program of the circus games, the founding by C. Piso in 211 of games in existence from 212, the reason why the people was laureate at the games, the financing of the games, the significance of the choice of the urban praetor as president of the games, a familial or gentilitial claim after 212-211 to the presidency of the games and hence to the urban praetorship, the ostensibly tardy or rather the ostensibly precipitate decision to make the games permanent in 208, the nature of the venatio of the urban praetors, the incidence of munera during the urban praetorship, the significance of the scaena praebenda introduced in 174-173, the obligation of members of the political class to attend the games, a new stage in the lengthening of the festival, the exact date of the de Othone of Cicero, the identity of the president of the games in the year 63, and the underlying reason for the opposition to a stone theater in Roma.
Publio Cornelio Dolabella, ultor Caesaris primus. L’assassinio di Gaio Trebonio nella polemica politica del post cesaricidio
di Francesca Rohr Vio pagine: 16 Scarica
Abstract
Nel gennaio del 43 P. Cornelio Dolabella, proconsole di Siria ormai schierato su posizioni filoantoniane, ordina l’uccisione del governatore d’Asia, G. Trebonio, tra gli ispiratori del cesaricidio ora impegnato nella difesa della causa repubblicana. Deciso da Dolabella e giustificato da Antonio come primo atto di ultio Caesaris, l’assassinio di Trebonio, derubricato invece a manifestazione di crudeltà e così delegittimato sotto il profilo politico, diviene argomento incisivo nella polemica di Cicerone all’indirizzo di Antonio, presentato come l’ispiratore del gesto. I recenti contatti attivati da Antonio con gli eredi politici del dittatore nel nome della comune vendetta ed inaugurati dall’accordo del 44 con Dolabella per l’attacco ai Cesaricidi in Occidente e in Oriente impongono all’Arpinate di esperire un ulteriore, fallimentare, tentativo di denigrazione di Antonio. Proprio a quest’ultimo nel 43 forse si dovette, attraverso Ottaviano, la riabilitazione di Dolabella.
Melior viret herba tapetis (Calp. Sic. VI 71): persistenza ed evoluzione di un cliché figurativo epicureo
di Massimo Rivoltella pagine: 4 Scarica
Abstract
In Calp. Sic. VI 71 s’individua la presenza di un cliché figurativo di ascendenza epicurea, quello dell’antitesi fra giaciglio modesto e sontuoso, eletti a simbolo di opposti genera vitae, mutuato da Lucr. II 29-36, forse attraverso la mediazione del finale delle Georgiche, e si analizza lo scarto semantico fra la ripresa calpurniana e i modelli del testo.
Un ordo urbium nobilium della Spagna cristiana: il Perist. 4 di Prudenzio
di Giuseppe Guttilla pagine: 20 Scarica
Abstract
Il perist. 4 è uno scritto martiriale sui generis, in cui si ritrova una raffinata struttura retorica. Non è una passio nel senso tradizionale del termine e neanche si può definire una laus urbis, come si è detto a torto in tempi recenti. Se consideriamo la caratterizzazione ‘geografica’, che in maniera unitaria lega le diverse parti dell’inno, bisogna ravvisare in esso un ordo urbium nobilium della Spagna cristiana, incentrato sulla città di Saragozza. In esso Prudenzio tiene presente l’Ordo urbium nobilium di Ausonio, dandogli tuttavia un contenuto martirialmente cristiano e ‘spagnolo’. Poiché anche Ausonio ricorda nel suo Ordo alcune città della Spagna, possiamo pensare che nel comporre il perist. 4 Prudenzio abbia voluto cristianizzare questo genere letterario, contrapponendogli uno scritto costituito in prevalenza dalle città della Spagna più famose per le reliquie di martiri ch’esse accoglievano dentro le proprie mura.
Il Chronicon di Arbela: una messa a punto storiografica
di Ilaria Ramelli pagine: 20 Scarica
Abstract
Il presente articolo cerca di affrontare la discussa questione del valore storico del Chronicon di Arbela, documento siriaco del VI sec. d.C. sulla cui autenticità, almeno, oggi non sembrano più sussistere i gravi dubbi che in passato erano stati avanzati. Sono proposti, su fronti diversi, molteplici argomenti che contribuiscono a mostrare come il Chronicon sia un documento affidabile, che presenta numerosi riscontri con fatti e situazioni attestati per altre vie. Anche se, come tutte le fonti, non va trattata senza una prospettiva critica, questa opera storiografica sembra offrire una documentazione di notevole interesse.
Lucretius from the 1460s to the 17th century: seven questions of attribution
di Michael D. Reeve pagine: 20 Scarica
Abstract
After a postscript on two manuscripts of Lucretius discussed in earlier articles, opinions are offered on the hands that wrote or annotated various manuscripts and printed editions and on the material that they used. Reasons are also given for identifying the lost Memmianus with Q and against crediting Nicolaus Heinsius with the invention of the apparatus criticus.

Cronaca

La scoperta del Marziale autografo di Giovanni Boccaccio
di Marco Petoletti pagine: 4 Scarica
Recensioni
di Franca Landucci pagine: 108 Scarica
Abstract

C. Milani, Varia mycenaea, a c. di M. Iodice, prem. di L. Godart e A. Sacconi (A.M. Jasink) - C. Boëlle, PO-TI-NI-JA. L’élément féminin dans la religion mycénienne (d’après les archives en linéaire B) (M. Iodice) - A. Kledt, Die Entführung Kores. Studien zur athenisch-eleusinischen Demeterreligion (G. Tosetti)- W. Burkert, La religione greca di epoca arcaica e classica. Seconda ed. it. a c. di G. Arrigoni (M. Cantilena) - La tombe princière de Vix, dir. C. Rolley (C. Tarditi) - R. Nicolai, Studi su Isocrate. La comunicazione letteraria nel IV sec. a.C. e i nuovi generi della prosa (E. Matelli) - W.W. Fortenbaugh, Theophrastus of Eresus, Sources for his Life, Writings, Thought & Influence. Commentary. Vol. 8, Sources on Rhetoric and Poetics (E. Matelli) - L. Bettarini, Corpus delle defixiones di Selinunte (F. Cordano) - Satyros aus Kallatis, Sammlung der Fragmente mit Kommentar, von S. Schorn (I. Ramelli) - G.V. Catullo, Epithalamium Thetidis et Pelei (c. 64), a c. di G. Nuzzo (L. Castagna) - Philosophorum Romanorum fragmenta usque ad L. Annaei Senecae aetatem, coll. G. Garbarino (G. Aricò) - K.L. King, What is Gnosticism? (G. Chiapparini) - P. Porena, Le origini della prefettura del pretorio tardoantica (V. Baini) - L. Di Paola, Per la storia degli “occhi del re”. I servizi ispettivi nella tarda Antichità (M. Sordi) - Poleis e politeiai. Esperienze politiche, tradizioni letterarie, progetti costituzionali, a c. di S. Cataldi (P.A. Tuci) - V. Andò, L’ape che tesse. Saperi femminili nella Grecia antica (S. Campese) - Mercanti e politica nel mondo antico, a c. di C. Zaccagnini (F. Landucci Gattinoni) - Roma, la Campania e l’Oriente cristiano antico, a c. di L. Cirillo - G. Rinaldi (I. Ramelli) - Structures parallèles et corrélatives en grec et en latin, par P. De Carvahlo et F. Lambert (G. Galimberti Biffino) - G. Salanitro, Avviamento allo studio della lingua e della letteratura latina (L. Castagna)


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