Libri di Luciano Erba - libri Aevum Vita e Pensiero

Luciano Erba

Luciano Erba
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Vita e Pensiero

Luciano Erba (1922-2010) è stato docente universitario di letteratura francese e di letterature comparate all'Università Cattolica di Milano, dove si è laureato con Mario Apollonio. Era stato anche allievo di Contini a Friburgo, dov’era fuggito per non aderire alla Repubblica di Salò, poi correttore al “Corriere della Sera” e corrispondente di un’agenzia americana. Era tornato in Ateneo da assistente nel 1953, quindi incaricato di letteratura francese e, dopo una parentesi negli Usa, ordinario fino al 1997. Per mezzo secolo è stato professore e nello stesso tempo poeta.  Da traduttore prediligeva gli autori francesi e resta un modello la sua versione del capolavoro seicentesco di Cyrano de Bergerac. È considerato uno dei maggiori poeti italiani ed europei del secondo Novecento. Tra i premi vinti, il Cittadella (1960), il Carducci (1977), il Viareggio (1980), il Bagutta (1988), il Librex-Montale (1989) e il premio alla carriera del Festival internazionale di poesia civile di Vercelli (2005). È scomparso il 3 agosto 2010 a Milano, all'età di 87 anni.

«La mia schiena si è incurvata sui libri, la ricerca resta alla base di tutto
Ho fatto il professore per gran parte della mia vita e ho scritto qualche poesia...»

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Libri dell'autore

Plurileggibilità dell'opera di Cyrano de Bergerac digital
formato: Articolo | AEVUM - 1977 - 5
Anno: 09/1977
€ 6,00
Per una nuova edizione delle «Lettere» di Cyrano de Bergerac digital
formato: Articolo | AEVUM - 1964 - 5
Anno: 09/1964
€ 6,00
Realismo e italianismo in Saint-Amant digital
formato: Articolo | AEVUM - 1963 - 3
Anno: 05/1963
€ 6,00
Di alcune ragioni e suggestioni delle enumerazioni di Saint-John perse digital
formato: Articolo | AEVUM - 1961 - 5
Anno: 09/1961
€ 6,00
Visione miope e secentismo digital
formato: Articolo | AEVUM - 1956 - 5
Anno: 09/1956
Dall'incipit dell'articolo di Luciano Erba: «Piu di una volta, in tema di letterafura francese del primo Seicento, accade di veder ricorrere con intento caratterizzante la nozione di miopia. Se e vero che miopia significa l'incapacità di distinguere gli oggetti posti lontani dall'occhio, vulgo cortezza di vista, per scrittore miope sembra a noi che debba intendersi, fuori d'ogni traslato, lo scrittore di preferenza portato a rappresentare quanto cade entro il piu breve raggio visivo: pertanto piuttosto oggetti piccoli che grandi, o linee, strutture, toni particolari piuttosto che generali. Lo stile di siffatto scrittore non mancherà di darci l'impressione di un'estrema precisione, e lo scrittore stesso di apparirci attentissimo a che nessun particolare, per quanto nascosto o poco significante, possa sfuggirgli...».
€ 6,00
Miscellanea digital
formato: Articolo | AEVUM - 1956 - 4
Anno: 07/1956
€ 6,00
 

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